"Come nasce un corto?" a Falerone
Il 22 febbraio siamo saliti sul palco del Teatro Beato Pellegrino di Falerone per Come nasce un corto?, una serata dedicata al racconto del processo creativo dietro i nostri cortometraggi.

Abbiamo proiettato Arturo e Caramella, e subito dopo ci siamo seduti per parlarne con il pubblico. Sul palco con me c’erano Stefano Teodori, co-autore e direttore della fotografia, Giacomo Bottoni, attore, e Daniele Viozzi, aiuto regia di Caramella e assistente alla produzione e alla regia di Non fa ridere. A moderare la serata, l’assessore alla cultura Eleonora Concetti.

Il pubblico era molto coinvolto. Un signore ha insistito parecchio sulla parte tecnica, convinto che io deleghi il montaggio a Stefano. Non funziona così. Io e Stefano condividiamo tutte le fasi, dalle scelte artistiche a quelle tecniche. Ci dividiamo la parte organizzativa e produttiva da un lato e quella più tecnica dall’altro, ma ogni decisione la prendiamo insieme. È sempre stato così.

Poi è arrivato il momento di Arturo. Un corto che ha più di dieci anni, interpretato da persone di una certa età . Alcune di loro non ci sono più. Ricordarle sul palco, davanti a quelle immagini, è stato inevitabile e necessario.
Caramella invece è stato emozionante come sempre. Rivederlo non stanca mai. Il finale rimane un colpo ben assestato.

Ma la cosa più difficile è stata tornare a casa. Erano tantissimi anni che non tornavo a Falerone, e tornarci così — con la sala piena, io sul palco e la mia famiglia seduta lì a guardarmi — è stato qualcosa di indescrivibile.

Le persone che mi hanno salutato e ringraziato alla fine. Ex vicini. La mamma del mio migliore amico d’infanzia. È stato molto toccante.
A volte basta tornare dove sei partito per capire quanta strada hai fatto.
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