Digger - testa fredda cuore (poco) caldo
MOVIE · 8 ottobre 2026

Digger - testa fredda cuore (poco) caldo

Intelligente nelle intuizioni, nella regia e in tutto. Ma non emoziona: Digger è un film di testa e non di cuore.

Sono partito per andare in sala in fretta e furia come al solito. Orario quasi unico per vedere il film in inglese ma ehy baby we in province e che ci vuoi fare… è normale così, è tutto normale e giusto così.

Dopo torniamo sul normale e giusto così.

Sapevo più o meno di cosa parlava ed ero un po’ deluso, mi sono detto: “Siamo ancora lì a parlare di questo, aridaje, ma a chi interessa sentirsi dire per la milionesima volta che il mondo va in fiamme per colpa di qualche cattivo?”

Faccio il biglietto. La cassiera mi dà la locandina del film che ho preso. Entro e nella solitudine delle mie avventure al cinema mi metto seduto, scrollo un po’, poi inizia il film.

La locandina di Digger che mi ha dato la cassiera

Vedo ‘sto tizio con ‘sto gatto mostruoso che poi stacca un enorme pezzo di ghiaccio dalla Groenlandia. Cerca poi di spiegare la situazione al presidente degli Stati Uniti, che fa una battuta che mi ha piegato in due sulla poltrona.

Ad un certo punto cade la maschera, una telefona dal camerino di quello che sembra essere un attore. Si rimette la maschera e via all’EU a spiegare che siamo tutti complici, nessuno escluso.

Poi torna uomo e si perde la figlia.

E poi si scopre che la tragedia è già successa e che stiamo assistendo ad uno spettacolo satirico su un evento già successo. E lì salta il banco.

Finisce il film. Cavolo, Don’t Look Up era una merda allora, così paternalistico e io che ho pensato che fosse un filmetto, per poi ricredermi parlando con persone più intelligenti di me cinematograficamente parlando: più colte di me.

No, era una merda. Come lo è Una battaglia dopo l’altra (ops) non perché sia brutto ma perché è una merda sempre e comunque spiegare alla gente come stare al mondo. Non aggiunge niente se non stare meglio con se stessi.

E sì, l’ho visto dopo Naza, cinematograficamente è niente. Genocidio a parte ho anche dormito.

Però la sala era piena, ma piena piena in-the-province-baby.

Fare la satira della satira è la cosa migliore e liberatoria che si possa fare in questo periodo storico: l’amicone Iñárritu ha fatto del bene nel farla.

Ma c’è un problema nel film, nemmeno piccolo. Non emoziona, spiega, è meravigliosamente intelligente nelle intuizioni, nella regia e in tutto, ma non emoziona.

E questa freddezza che penso fosse necessaria per questo tipo di operazione non me lo mette al pari di altra roba fatta da lui. Anzi, è sicuramente sotto a Birdman anche se i riferimenti sono evidenti a lui, Il petroliere, Il dottor Stranamore.

Ma non emoziona, è un film di testa e non di cuore.

Come diceva un allenatore, per giocare bisogna avere testa fredda e cuore caldo. Gonzalo, il cuore è freddino, ahimé.

PS: Naturalismo non c’entra un cazzo di niente e nemmeno Trump (perché è un film anti-leadristico — per fortuna — e nemmeno sul capitalismo — menomale che cojoni altrimenti)

PPS: Sì, torno a quello che pensavo prima, Don’t Look Up è un filmetto. Amen.

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